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Giornata sull´ulcera flebolinfopatica a Bologna il 23.11.02 alla Valet
Stephan Guggenbichler
Medico Chirurgo
München - Germania
A livello europeo l’incidenza dell’ulcera venosa si aggira attorno all’1-2% della popolazione adulta. Con l’aumentare dell’età aumenta anche il rischio di sviluppare un’ulcera flebolinfopatica alla gamba.
A Bologna, presso la sede della Valet, si è tenuto un simposio dove è stata discussa la problematica sia della diagnostica differenziale che della terapia differenziata dell’ulcera.
L’intervento del dermatologo ha dimostrato ampiamente la diagnosi differenziale dell’ulcera dalla semplice ulcera venosa fino alla complicata ulcerazione di origine neoplastica con riferimento alle importanti malattie associate tipo diabete e arteriopatia periferica .
L’ulcera di origine venosa costituisce, di fatto, circa il 70% delle ulcere complessive delle gambe.
La diagnostica mediante ecocolordoppler ha un importante ruolo nella differenziazione dell’ulcera e nello studio del circolo venoso superficiale e profondo.
La fisiopatologia venolinfatica è stata illustrata rimarcando come una cattiva funzione della pompa muscolare comporti un conseguente ostacolo al deflusso venoso e linfatico.Alterazioni della deambulazione e della dinamica della marcia come il piede valgo e piatto sono cofattori nell’insorgenza dell’ulcera. Si è evidenziato che un ulcera venosa è complicata da un alterato deflusso linfatico, il quale comporterà un ulteriore peggioramento della microcrcolazione venosa.
La capillaropatia venosa legata all’ipertensione del microcircolo si è dimostrata reversibile con una adeguata terapia .
Sono state inoltre presentate le tecniche chirurgiche in parte ancora “sperimentali” con ricostruzione dell’asse venoso profondo con trapianti di vena ascellare e la scleroterapia tradizionale ed ecoassisitita come mezzo utile a ridurre il reflusso venoso superficiale e favorire la guarigione dell’ulcera. Sono stati inoltre riportati studi personali e internazionali sull’uso di medicazioni avanzate e innesti cutanei nella terapia dell’ulcera.
Una sessione particolare ha curato anche gli aspetti di terapie alternative dell’ulcera come la idro-ozonoterapia e nuovi sistemi elettromedicali associati al drenaggio linfatico manuale (come ad esempio il linfodrenaggio ad onda sonora).
In specifici workshop pratici si è potuto approfondire le nozioni teoriche aquisite e imparare il bendaggio elastico compressivo che è uno dei cardini della terapia dell’ulcera insieme alla compressoterapia con le calze mediche elastiche.
È stata esposta una breve review della letteratura internazionale sulle possibilità e i limiti dei farmaci in questo ambito, così come si è assistito ad una originale presentazione sul bendaggio nell’antico Egitto.
La cura dell’ulcera venosa rimane, in definitiva, una sfida per il medico flebologo da vincere solo con la giusta cooperazione da parte del paziente.
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